E IL CASTELLO NON C’È PIÙ.

Di solito febbraio è il mese in cui sento nostalgia di casa. Di Ivrea, di carnevale. So che questo post potrà capirlo solo un eporediese. Mi manca soprattutto quell’atmosfera particolare, di fremito e di attesa nei giorni prima. Tutte le cerimonie storiche vissute con una solennità quasi religiosa. Le facce serie della gente di fronte alla Preda in Dora o all’Abbruciamento dello Scarlo. I pifferi che sono trattati come degli eroi. Le loro musiche che ogni tanto tornano in testa durante l’anno. La piazza che scalpita quando sta per uscire la mugnaia. La sensazione che per qualche giorno il mondo si fermi.

E poi mi manca sentirsi addosso l’odore di arance. L’adrenalina che sale quando s’affaccia il primo carro sul campo di battaglia. La paura che di colpo lascia il posto all’eccitazione. Le pause col vin brulé. Il fuoco negli occhi degli aranceri. Sentirsi parte di una massa che si compatta solo in quel momento e su quella piazza. Gli scherzi e le scene divertenti: una volta due tizi giocavano a lanciarsi un’anguilla da una parte all’altra della via, con la gente che ci passava in mezzo. Difficile descrivere le sensazioni che si vivono in quei giorni. Di fatto il carnevale mi ricorda gli anni del liceo. E sono i ricordi più belli. Buon Carnevale a chi ci sarà, e forza Picche!

carnevale

Il carnevale è una cosa seria, un eporediese lo sa.

Se qualcuno vuole farsi un’idea di quello che è il carnevale di Ivrea consiglio questo video.